giovedì 30 ottobre 2014

Trapani, scadono i contratti i precari protestano e chiedono garanzia







TRAPANI. Manifestazione di protesta ieri mattina davanti la sede della prefettura da parte di qualche centinaio di precari (complessivamente sono circa 2 mila) organizzata da Cgil,Cisl ed Uil, presenti anche alcuni sindaci dei Comuni interessati. In particolare, le delegazioni dei lavoratori hanno voluto manifestare la loro preoccupazione per il loro fututo, considerato che alla fine dell’anno in corso andranno a scadere i contratti a suo tempo stipulati, mentre altri lavoratori precari hanno voluto manifestare la loro protesta davanti le sedi dei vari Comuni, astenendosi comunque dal lavoro.
In sintesi il problema è il seguente, secondo quanto spiegano i segretari provinciali di Cgil, Cisl ed Uil, Giuseppe Milazzo, Marco Corrao e Giorgio Macaddino: «Molti Comuni - dicono - sono vincolati al patto di stabilità, ed alcuni di loro probabilmente non lo rispetteranno. Considerato che - aggiungono - in base ad una normativa nazionale gli Enti locali che non abbiano rispettato il patto di stabilità non potranno procedere al rinnovo o alla proroga dei contratti dei lavoratori interessati significa che alla fine dell’anno circa 2 mila soggetti rimarranno senza lavoro, ed andranno quindi ad ingrossare purtroppo le fila delle migliaia di disoccupati che vi sono in tutta la provincia di Trapani».
nella foto:  Giorgio Macaddino UIL - Marco Corrao CISL, Giuseppe Magro CISL.
pubblicato: Sre Piccione

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Comune di Mazara - Deliberazione GM 145 del 20 10 2014, piano occupazionale, programmaz. triennale assunzioni 2014 - 2016


https://dl.dropboxusercontent.com/u/46733398/basta%20precari/Documenti/stabilizzazioni/mazara/GM%20n.0145-2014.pdf


Fonte: http://151.22.229.91/mazaradelvallo.tp.it

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martedì 28 ottobre 2014

CGIL CISL UIL - PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE ED INDIZIONE ASSEMBLEE SIT-IN PREFETTURE 29 10 2014



Fonte: Marco Corrao
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VIDEO DIBATTITO - CSA, ASSEMBLEA Comune Termini Imerese del 24 ott. 2014 - Avvocato del foro di Milano Sergio Galleano; Dott. Gaetano Aiello Consigliere alla presidenza vicarie dell'ARS






VIDEO DELL'ASSEMBLEA CORRELATI:

Video 1 - Sergio Galleano



https://www.youtube.com/playlist?list=PL3mBYuqf5Ic668tnrrcbRWNKObcnD5iOJ
di Basta Precari!

NOTIZIE CORRELATE:

http://bastaprecaricomunemazara.blogspot.it/2014/03/precari-udienza-alla-corte-di-giustizia.htmlPRECARI, UDIENZA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA










A Palermo i maggiori esperti di diritto del lavoro Convegno “CONTRATTI FLESSIBILI E TUTELE POSSIBILI”
Sergio Galleano  
Avvocato del Foro di Milano relazione su
L’attuale disciplina del lavoro a termine nel pubblico impiego














VIDEO - COMUNICATO STAMPA - Conferenza stampa RSU Comune Milano con Avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele.

 

  

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domenica 26 ottobre 2014

CSA - VIDEO ASSEMBLEA Comune Termini Imerese del 24 ott. 2014 - Avvocato del foro di Milano Sergio Galleano; Dott. Gaetano Aiello Consigliere alla presidenza vicarie dell'ARS





https://www.youtube.com/playlist?list=PL3mBYuqf5Ic668tnrrcbRWNKObcnD5iOJ
di Basta Precari!





NOTIZIE CORRELATE

http://bastaprecaricomunemazara.blogspot.it/2014/03/precari-udienza-alla-corte-di-giustizia.htmlPRECARI, UDIENZA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA










A Palermo i maggiori esperti di diritto del lavoro Convegno “CONTRATTI FLESSIBILI E TUTELE POSSIBILI”
Sergio Galleano  
Avvocato del Foro di Milano relazione su
L’attuale disciplina del lavoro a termine nel pubblico impiego














VIDEO - COMUNICATO STAMPA - Conferenza stampa RSU Comune Milano con Avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele.

 

  

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A rischio nel Trapanese 2mila lavoratori precari degli enti locali, Macaddino (Uil Fpl): mercoledì sit-in davanti la Prefettura

A rischio nel Trapanese 2mila lavoratori precari degli enti locali, Macaddino (Uil Fpl): mercoledì sit-in davanti la Prefettura

Due mila lavoratori precari impiegati negli enti locali trapanesi rischiano di perdere il proprio lavoro il prossimo 31 dicembre. Se le amministrazioni pubbliche non rispetteranno il patto di stabilità, infatti, non potranno rinnovare i contratti dei propri dipendenti precari.
A denunciarlo è il segretario generale della Uil Fpl di Trapani Giorgio Macaddino, che fa un appello ai rappresentanti istituzionali affinchè si possa scongiurare quella che sembra destinata a diventare una vera e propria "mattanza".
"Chiamo a raccolta tutti i portatori sani di interesse pubblico – afferma -, ognuno per la propria responsabilità e specifiche funzioni, ad adoprarsi affinchè si possa evitare una vera e propria mattanza che colpirà migliaia di lavoratori a tempo determinato che prestano la propria opera presso gli enti locali. A parte qualche caso isolato di ente che ha già provveduto alla stabilizzazione, e qualche altro rarissimo esempio che ha avviato le procedure, il resto degli enti non potranno fare un niente per i propri precari poichè se non rispettano il patto di stabilità sarà impedito loro persino l'adozione delle delibere di proroga dei contratti che scadono il 31 dicembre 2014".
Per questo motivo la Uil Fpl mercoledì prossimo 29 ottobre protesterà con un sit-in davanti la prefettura trapanese. "Affideremo al signor prefetto – aggiunge Macaddino- la richiesta di un intervento presso il Governo nazionale affinchè si possa derogare i comuni e gli enti impossibilitati a poter procedere con la proroga dei contratti di migliaia di lavoratori. Denunciamo per l'ennesima volta che la legge nazionale partorita dal ministro D'Alia ha di fatto creato una mera illusione di poter stabilizzare i lavoratori che sono ancora oggi costretti a elemosinare un diritto sacrosanto. Riteniamo, anzi, che il ministro abbia voluto risolvere il problema del precariato espellendo i precari dagli enti locali. Il Governatore Crocetta, poi, ha fatto di meglio, procedendo con l'estinzione del contributo nazionale che veniva erogato ai comuni per finanziare i contratti dei lavoratori a tempo determinato. Abbiamo a tempo debito – conclude il segretario provinciale Uil Fpl - denunciato l'inadeguatezza della norma nazionale e che la totale incompetenza del governo regionale ha causato una macelleria sociale. Tempo scaduto. Bisogna che il governatore siciliano chieda al premier Renzi di inserire uno comma nella Legge di stabilità che autorizzi le proroghe non finalizzate, ma di semplice prosecuzione in deroga ai vincoli che oggi impediscono tale procedura, così come è avvenuto il 31 dicembre 2014".
(Comunicato)
25/10/14  17,00

Fonte: http://www.primapaginamazara.it/index.php/attualita/3505-a-rischio-nel-trapanese-2mila-lavoratori-precari-degli-enti-locali-macaddino-uil-fpl-mercoledi-sit-in-davanti-la-prefettura

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sabato 25 ottobre 2014

Precari sanità, sì alla stabilizzazione per chi lavora da oltre 36 mesi

SABATO 25 OTTOBRE 2014

Palermomania.it > SOCIALE & DIRITTO

Precari sanità, sì alla stabilizzazione per chi lavora da oltre 36 mesi

Una sentenza del tribunale del lavoro di Trani ha accolto il ricorso di un medico che continuava a lavorare con contratti a termine, nonostante avesse prestato servizio per più di tre anni: una condizione che riguarda tanti operatori anche in Sicilia

Nella tormentata vicenda dei lavoratori precari del comparto sanità entra in gioco il Tribunale del Lavoro di Trani che ha emesso una sentenza shockchi ha lavorato per oltre 36 mesi a tempo determinato, va stabilizzato immediatamente.
Non c’è piano di rientro che tenga, non c’è da aspettare più i tempi della politica per nuovi bandi e concorsi, il diritto al lavoro per medici, infermieri e personale tecnico-amministrativo della sanità pugliese passa dalle aule dei Tribunali, e precisamente dal Tribunale del Lavoro di Trani che ha stabilito con la sentenza n° 1125/13 il diritto di un medico, seguito dall’avvocato Graziangela Berloco, ad essere stabilizzato, ovvero a vedere il proprio contratto di lavoro a tempo determinato trasformato in tempo indeterminato, dopo aver lavorato per oltre 36 mesi.
LA VICENDA Nel 2013 un medico in servizio presso l’ospedale di Trani, uno dei tanti in attesa di essere stabilizzato ed in attesa del nuovo concorso, si rivolge al Giudice del Lavoro ai sensi dell’art. 5, comma 4-bis del Decreto Legislativo 368/2001, il quale prevede proprio che oltre i 36 mesi di servizio il lavoratore precario va stabilizzato.
Il medico dopo un anno ha vinto la sua battaglia grazie alla sentenza di condanna nei confronti dell’Asl e della Regione Puglia che oltre a stabilizzare il medico, lo risarcisce con una cifra che si aggira intorno ai ventimila euro, per ”violazione di norme imperative e per l’illegittimità del termine apposto ai contratti”.
Questo medico non avrà bisogno di aspettare altri concorsi, per lui il diritto all’ assunzione è già una realtà e potrà prestare assistenza ai suoi pazienti con serenità e senza ansie da scadenza contrattuale.
I lavoratori del comparto sanità in possesso del requisito dei 36 mesi sono dunque avvertiti: i giudici hanno stabilito che è illegittimo sfruttare il personale precario, per poi mandarlo a casa ed assumere, magari con contratti atipici, altro personale sempre precario.
Il diritto alla salute non può essere sorretto dai precari, sia per la continuità assistenziale sia per la tutela dei diritti di medici, infermieri e personale tecnico-amministrativo dei nostri ospedali che adesso, grazie a questo importante precedente giurisprudenziale, potranno agire per la trasformazione del proprio contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.
E dopo questa sentenza qualcosa sembra muoversi anche per i precari del Policlinico di Palermo

Fonte: http://www.palermomania.it/news.php?precari-sanita-si-alla-stabilizzazione-per-chi-lavora-da-oltre-36-mesi&id=66269#

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mercoledì 22 ottobre 2014

CGIL CISL UIL - MANIFESTAZIONE REGIONALE LAVORATORI CONTRATTISTI E A.S.U.

Carissimi,

Vi invio il volantino allegato per informarvi che giorno 29 ottobre c.m. Si svolgerà presso la prefettura di trapani dalle 10 alle 14 un sit-in che ha come obbiettivo l'inizio della vertenza, che ci vedrà impegnati nelle prossime settimane e che si concluderà quasi certamente con una Grande Manifestazione che si terrà a palermo.

Tutti noi siamo coinvolti in prima persona alla riuscita di questo evento che certamente darà un segnale chiaro in prima istanza ai rappresentanti del governo nazionale  che insistono nel territorio Trapanese e che faranno da tramite nei confronti del governo nazionale e regionale.

Vi prego di Non mancare e fare sentire la vostra presenza!!!! È un primo appuntamento importante da non perdere nell'interesse di tutti!
Non delegate a nessuno.

Marco Corrao


Fonte: Marco Corrao

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lunedì 20 ottobre 2014

Dott. Gaetano Aiello - Un appello al buonsenso per affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano.


Preg.me Amministrazioni pubbliche che da oltre 25 anni usufruite di dipendenti pubblici precari, personale a basso costo e con ingenti potenzialità professionali, per assolvere a compiti istituzionali e per nulla temporanei e/o eccezionali, ho pensato di scrivere questa Lettera aperta, per aprire un dibattito serio e non strumentale sul fenomeno del precariato pubblico siciliano e ricercare quelle soluzioni eccezionali che si addicono ad un fenomeno eccezionale di questo particolare momento storico di profonda crisi economica della nostra tanto cara Sicilia. Credo fermamente che dal confronto e dal dialogo istituzionale a tutti i livelli di Governo, possano scaturire quelle soluzioni che tengano conto, a trecentosessanta gradi di tutti gli interessi coinvolti in questa triste vicenda sociale, tutta siciliana, che ha segnato irrimediabilmente da più di cinquanta anni – se consideriamo tutte le Leggi che la Regione Siciliana ha fatto per la stabilizzazione del personale precario a partire dai primi anni sessanta - tutte le Pubbliche Amministrazioni e la nostra bellissima Regione.


Lettera aperta a difesa dei precari e degli amministratori degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana per la violazione della Legislazione comunitaria vigente in materia di lavoro a tempo determinato negli Stati membri dell’Unione Europea.

Gent.mo Sindaco/ Direttore Generale

come Lei ben sa, il numero dei dipendenti pubblici precari negli Enti Locali ed istituzionali della Regione Siciliana, nel suo Comune/Ente che Lei dirige ha raggiunto alti livelli di insostenibilità, rappresentando ad oggi una vera e propria piaga sociale.

La Sua Amministrazione, per limiti legati e imposti da normative di Legge, negli anni emanate dal Legislatore nazionale e regionale e in evidente difformità con la disciplina comunitaria che regolamenta il lavoro a tempo determinato negli Stati membri, rappresentata dalla Direttiva comunitaria n. 70/1999/CE del 28 giugno 1999 dell’Unione Europea, continua ad abusare dei contratti a termine, alimentando il fenomeno del precariato pubblico e i ricorsi alla Magistratura del lavoro da parte dei dipendenti precari siciliani.

Il nostro Paese è stato già oggetto nel 2010, dell’avvio da parte della Commissione europea della procedura di infrazione n. 2010/2124, culminata il 21 novembre 2013 con l’emanazione da parte della prefata Istituzione comunitaria di un parere motivato, a cui lo Stato italiano ha dovuto dar seguito e per la quale sarà inevitabile il ricorso da parte della stessa alla Corte di Giustizia per inadempimento.

Per il 26 novembre 2014 è attesa la storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Cause riunite C-22/13, C-61/13, C-62/13, C-63/13 e Causa C-418/13) che metterà in ginocchio la Legislazione italiana, esponendo le nostre Pubbliche Amministrazioni, gli Enti Locali ed Istituzionali e la stessa Regione Siciliana, a piogge di risarcimento danni e/o conversione dei contratti a termine per tutti coloro che abusati, si sono già rivolti e/o si rivolgeranno presto alla Magistratura del lavoro, magari alla prossima scadenza contrattuale senza rinnovo.

Nel procedimento pendente presso la Corte di Giustizia tutte le parti intervenute nell’udienza del 27 marzo scorso, dall’Avvocatura del libero foro, alla Commissione europea, all’Avvocato generale della Corte di Giustizia Marcej Szpunar hanno certificato l’incompatibilità della Legislazione italiana con la Direttiva comunitaria n.70/1999/CE; senza contare che anche il Tribunale di Napoli (Giudice P. Coppola) e la Corte Costituzionale avevano dubitato della compatibilità della normativa italiana con il diritto dell’Unione a tal punto da rimettere gli atti delle cause, in via incidentale, alla Corte di Giustizia.

Sono moltissimi i pronunciamenti positivi per i precari da parte di Tribunali, Corti d’Appello e Corte di Cassazione nella Relazione n. 190 del 24 ottobre 2012 del Massimario; pertanto esempi eclatanti sono le sentenze recentissime del Tribunale di Trani, della Corte d’Appello dell’Aquila e della Corte di Cassazione con la sentenza risarcitoria n. 26951 del 2 dicembre 2013.

Sono molte le cause che oggi vedono con costante giurisprudenza soccombere la Pubblica Amministrazione relativamente al riconoscimento degli scatti di anzianità al personale precario, in quanto vi è già una sentenza della Corte di Giustizia del 18 ottobre 2012 (Cause riunite da C 302/11 a C 305/11) che ha sancito il principio di “non discriminazione” anche sulla progressione di carriera.
.
Pertanto Le chiedo un atto di rispetto dell’Istituzione comunitaria, dalla quale promana la disciplina del lavoro a tempo determinato nel pubblico impiego negli Stati membri dell’Unione Europea, nel rispetto così come fatto da tante altre Amministrazioni della nostra Regione e  quindi di avviare procedure di conciliazione che riconoscano la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a tempo determinato che hanno superato abbondantemente il limite legale di 36 mesi, che vadano a sanare l’attuale grave situazione, al fine di evitare che piogge di risarcimento danni producano danni erariali insanabili che sarebbero oggetto di rivalsa da parte della Corte dei Conti, in virtù dell’entrata in vigore nel nostro Ordinamento dal 2013 degli articoli 42 e 43 della Legge 24 dicembre 2012 n. 234.

Infatti, dall’entrata in vigore della Legge comunitaria per il 2013, è stato introdotto nell’Ordinamento il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti di Regioni e di altri Enti Pubblici responsabili di violazioni del diritto dell’Unione Europea.

L’attivazione di procedure di conciliazione in questa fase storica della nostra Regione, in cui sono previste assunzioni, consentirebbe:

1) la non attivazione di procedure concorsuali, con notevoli risparmi per la spesa pubblica, secondo il principio di invarianza dei saldi di finanza pubblica;

2) di evitare che l’Amministrazione paghi consistenti risarcimenti danni, a seguito dei probabili contenziosi che si aprirebbero alla scadenza dei contratti a tempo determinato senza eventuale proroga e/o rinnovo;

3) La risoluzione del fenomeno del precariato degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana;

Purtroppo la Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, all’articolo 30 ha sancito l’abrogazione della Legislazione regionale di finanziamento e sui dipendenti pubblici precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana non risolve e non potrà mai risolvere il problema del contenzioso giudiziario in essere e generatosi in questi anni.

Tale contenzioso, a seguito degli interventi che il Governo Renzi è stato costretto a mettere in campo, dopo gli ultimi interventi della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per i precari della Scuola avrà sicuramente un’impennata esponenziale, a solo danno delle Amministrazioni Pubbliche siciliane che da quasi 15 anni abusano costantemente dei propri dipendenti pubblici precari per coprire dei vuoti nelle proprie dotazioni organiche in maniera permanente ed effettiva, eludendo perciò la regola per il ricorso a forme flessibili di rapporti di lavoro ai sensi della Legislazione vigente in materia.

A tal proposito, La informo che la discussione sulle proposte di legge presentate in Assemblea Regionale Siciliana, non è ancora neanche entrata nel merito per l’assenza ingiustificata del Governo regionale, che continua malgrado tutto quello che sta per scoppiare a livello di contenzioso del lavoro per l’abuso reiterato nel tempo dei contratti a tempo determinato, prorogati e/o rinnovati, in contrasto con la Legislazione comunitaria vigente e che disciplina il lavoro a tempo determinato in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, Italia compresa.

Per questo motivo Le chiedo di intervenire prima che siano i Tribunali ad imporre quanto statuito dall’articolo 36 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e dall’articolo 5, comma 4 bis del Decreto Legislativo 6 settembre 2001 n. 368, che recepisce nell’Ordinamento la Direttiva n. 70/1999/CE del 28 giugno 1998, portando inevitabilmente l’Amministrazione e/o l’Ente al default o comunque ad una situazione di dissesto economico finanziario



Dott. Gaetano Aiello


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CISL MARSALA - Invito a visitare i locali dei SERVIZI SOCIALI di Sappusi e conversazione con gli impiegati del settore



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