venerdì 10 febbraio 2017

USB - Nota per la V e II Commissine Parlamentare - ARS



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giovedì 9 febbraio 2017

Comunicato PEPS (Precari Enti Pubblici Siciliani) del 09 febbraio 2017 - Senato della Repubblica l’Emendamento 1.57



Nel mese di gennaio 2017, durante la  fase di conversione  del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 (decreto mille proroghe),  è stato presentato al Senato della Repubblica l’Emendamento  1.57 che prevede   la proroga finalizzata alla stabilizzazione di tutti i precari storici siciliani degli enti pubblici ed enti diversi  in pianta organica e in subordine in un ruolo unico regionale ad esaurimento.


Durante la seduta del  26/01/2017 la 1° commissione permanente del senato dichiara che l'attenzione parlamentare e le conseguenti deliberazioni potranno riguardare esclusivamente le correzioni e le integrazioni al decreto che sono effettivamente possibili. Riconosce, tuttavia, che in alcuni casi risultano sacrificate a priori proposte non solo ragionevoli, ma sovente condivisibili, che in ogni caso potranno trovare collocazione in altri provvedimenti.


Ancora una volta, dopo che gli emendamenti  nel passato sono stati valutati positivamente e dichiarati ammissibili, si vuole ribadire che il lavoro svolto dal comitato PEPS,  con l’ausilio di esperti, consapevoli  di non possedere da soli tutto il sapere in materia, nella formulazione di proposte risolutive alla problematica precariato,  risulta efficace e va nella direzione e  nell’interesse della platea tutta.


Nella consapevolezza di sapere cosa si dice e cosa si fa, assumendoci la responsabilità in prima persona, da sempre disponibili al confronto, accettare e fare proprie quelle critiche costruttive volte alla risoluzione del precariato, andiamo avanti nella consapevolezza di fare la cosa giusta nell’interesse della categoria, tralasciando quelle critiche che provengono da chi per interesse economico e politico operano dietro le quinte e scendono a patti con il sistema nostro nemico.


Allo stesso tempo non riusciamo a capire come da un lato  si critica la politica “considerata vuota di contenuti e di prospettive” e dall’altro se ne condivide il modus operandi contribuendo a redigere una  legge che non prevede la stabilizzazione di tutti i precari negli enti dove prestano l’attività lavorativa da quasi un trentennio, ma in una fantomatica agenzia  “Resais” considerata già non ammissibile dalla Camera dei Deputati.


Riteniamo fondamentale il lavoro svolto fin qua a favore  di tutta la platea dei precari, con una azione congiunta di proposte e azioni che ha visto il suo apice nel 2015, quando veramente eravamo ad un passo dall’ottenere quanto auspicato.


Il 2016 è trascorso con alti e bassi, senza che i precari ritrovassero veramente quell’unità e quell’ energia bastevoli a forzare i Governi Regionale e Nazionale a scrivere una vera norma per la stabilizzazione.


Riteniamo  che l’anno 2017 possa essere fondamentale per il nostro futuro.
Noi come coordinamento stiamo continuando il nostro lavoro che prevede incontri istituzionali per sensibilizzare e spingere  la politica verso una soluzione dignitosa e che prevede la stabilizzazione  di tutta la platea dei precari storici siciliani dopo quasi trent’anni .


Il nostro impegno sarà costante e faremo in modo che gli emendamenti che prevedono  la stabilizzazione definitiva di tutta la platea possano essere presentati in parlamento  alla prima occasione utile, ma ribadiamo che tutto il nostro impegno risulterà vano senza l’apporto totale della platea, servirà l’unità di tutti.



                                                                                                                   IL COORDINAMENTO



Senato della Repubblica.

Proposta di modifica n. 1.57 al DDL n. 2630





Senato della Repubblica.

Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 453 del 26/01/2017


IN SEDE REFERENTE 

(2630) Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini




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domenica 5 febbraio 2017

Sui precari siciliani, deciderà la Corte di Giustizia Europea !

Dell’entrata in vigore degli art. 3 e 4, della Legge Regionale 29 dicembre 2016 n. 27, è ormai evidente che il Legislatore regionale non vuole assolutamente affrontare con serietà, equilibrio, concretezza, ma anche con proposte legislative “eccezionali” e di respiro istituzionale, il fenomeno del precariato pubblico siciliano, che da quasi trent’anni è presente negli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana. Neanche la parte maggioritaria della magistratura del lavoro siciliana (ad eccezione di alcuni giudici illuminati dei tribunali di Catania, Siracusa e Trapani), sembra voler affrontare tale fenomeno nella fattispecie specifica dell’abuso, per poter applicare la sanzione della costituzione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro precario dopo 36 mesi, ovvero del risarcimento del danno
La giurisprudenza maggioritaria della magistratura isolana, definisce i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato dei dipendenti precari siciliani, dei rapporti di lavoro di natura assistenziale e/o previdenziale, di work-fare, per sottrarli, ai sensi, di quanto è staio previsto dall’art. 77, comma 2, della Legge Regionale 28 dicembre 2004 n. 17, alla Direttiva comunitaria n.70/1999/CE e di conseguenza alle disposizioni legislative statali vigenti in materia.

LEGISLAZIONI A CONFRONTO 
Addirittura, in diverse sentenze, si sottolinea che la normativa che disciplina i contratti di lavoro a termine nella Pubblica amministrazione (Direttiva comunitaria n. 70/1999/CE, Decreto Legislativo 6 settembre 2001 n. 368, Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 81 e art. 36 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e smi), non si applicherebbe ai contratti di lavoro precari, stipulati ai sensi della normativa siciliana, “per esigenze di natura politico sociale, volte a superare il rapporto assistenziale costituito dal lavoro socialmente utile ed a far acquisire professionalità e qualificazione al personale appartenente a tale categoria” e di riconoscimento delle differenze retributive anche ai lavoratori ASU, titolari di contratti di lavoro a termine stipulati, ai sensi e per gli effetti della normativa regionale vigente dal 2004 (vedi sentenza n. 534 del 14 giugno 2016 Corte di appello sez. lavoro di Palermo, sentenza n. 1339 del 22 novembre 2016 Corte di appello sez. lavoro di Messina). Appare del tutto fondato ed fìn troppo evidente, che per quanto riguarda i contratti di lavoro a tempo determinato, stipulati dai dipendenti precari siciliani, la legislazione regionale, non ha alcuna rilevanza, essendo indubbia la prevalenza della legislazione nazionale, senza parlare di quella europea, posto che l’art. 17 dello Statuto speciale della Regione Siciliana, subordina l’attività legislativa regionale “entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato” e la potestà normativa opera “…osservando i minimi stabiliti dalle leggi dello Stato”. Pare dunque evidente la possibilità della Regione Siciliana di normare la materia secundum legem e non certo contra legem. Senza contare la pretesa del Legislatore regionale, che dal 2004 ha cercato con svariati interventi legislativi di sottrarsi “legislativamente” alla normativa comunitaria, in palese violazione degli artt. 11 e 117 della Costituzione.

LEGISLAZIONI A CONFRONTO
A tal fine, la disposizione dell’art. 77, comma 2, della Legge Regionale 28 dicembre 2004 n. 17, che recita “le disposizioni di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2001 n. 368, non si intendono applicabili ai contratti a termine volti alla stabilizzazione dei soggetti destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili”, non ha alcuna rilevanza giuridica, per il semplice motivo che una disposizione regionale non può disapplicare la disciplina comunitaria e quella nazionale vigenti in materia di lavoro a tempo determinato nella Pa italiana ed in particolare siciliana. 
Sulla questione relativa alla sanzione applicabile per l’abuso dei contratti a termine nella Pa siciliana l’Ordinanza del Tribunale di Trapani, che riguarda una fattispecie specifica che coinvolge tutto il precariato pubblico siciliano, è di straordinaria importanza, in quanto sottopone alla Corte di giustizia il quesito della equivalenza o meno della sanzione riconosciuta dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione con sentenza 15 marzo 2016 n. 5072. La sentenza “a tempo determinato” n. 5072/2016 della Cassazione sarà quindi, con molta probabilità, superata dalla Corte di giustizia con la sentenza o l’ordinanza nella causa C-494/16. Sul quesito del giudice di Trapani per garantire il rispetto del principio di equivalenza la Cassazione ha due possibilità: 
1) convertire i contratti di lavoro a tempo indeterminato;
2) riconoscere il risarcimento per equivalente cambiando orientamento e
riconoscendo un danno che abbia ad oggetto la perdita del posto di lavoro.

LE OSSERVAZIONI DELLA COMMISSIONE
Bisogna evidenziare con grande chiarezza che il giudice del lavoro del Tribunale di Trapani, in aperto dissenso con la sentenza della Cassazione n. 5072/2016 delle Sezioni Unite, ma anche con la parte maggioritaria della magistratura del lavoro isolana, che definisce i contratti di lavoro a termine dei precari siciliani come misure assistenziali e/o previdenziali senza perciò riconoscere il risarcimento del danno, ha rimesso la questione del rispetto del principio di equivalenza e effettività alla Corte di giustizia. La causa è stata protocollata con il numero di riferimento C-494/16 e i difensori dei lavoratori sono stati già invitati a presentare osservazioni scritte entro il mese di dicembre. Presumibilmente tra febbraio e marzo si potrebbero conoscere le osservazioni scritte della Commissione europea, la quale interviene come custode dei Trattati nei procedimenti di rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE. Inoltre, bisogna informare i dipendenti precari siciliani, che in materia di contratti di lavoro a tempo determinato la Regione Siciliana non può, in ogni caso, legiferare in modo autonomo e continuare a disapplicare la Direttiva comunitaria n. 70/1999/CE, perpetuando di fatto nel pubblico impiego siciliano, il più gigantesco abuso di Stato mai realizzato in Italia, in materia di lavoro a termine nella Pa e soprattutto in uno Stato membro dell’Unione europea. Per fortuna adesso sul fenomeno del precariato pubblico siciliano che dura da trent’anni, visto che il Governo della Regione e il Legislatore regionale non se ne occupano o se ne occupano malamente in modo episodico e mai strutturale, deciderà la Corte di giustizia dell’Unione europea.

Dott. Gaetano Aiello

Fonte: Centonove


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domenica 22 gennaio 2017

Ancora un tentativo per affrontare sul serio il fenomeno del precariato pubblico siciliano.




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giovedì 5 gennaio 2017

CENTONOVE - “Nuova beffa della Regione”. Le disposizioni sulla stabilizzazione e quelle per i Lavoratori socialmente utili “nascondono” però nuovi abusi. Ecco quali




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venerdì 30 dicembre 2016

GURI. DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2016, n. 244. Proroga e definizione di termini. (16G00260)


(GU Serie Generale n.304 del 30-12-2016)


note: Entrata in vigore del provvedimento: 30/12/2016




                      Comma  13  articolo  1

13. All'articolo 4, comma 9-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni: 
 a) il quarto periodo e' sostituito dal seguente: «In caso di mancato conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica per l'anno 2016, al solo fine di consentire la proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato fino al 31 dicembre 2017, non si applica la sanzione di cui alla lettera e) comma 723 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.»; 
 b) al quinto e al settimo periodo, le parole: «Per l'anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «Per l'anno 2017».



Il comma 13 dell'art. 1 del decreto legge 244 del 30 dicembre è stato elaborato dal dott Leonardo Misuraca segretario generale del Comune di Ribera. Nella stesura originaria la proroga dei contratti a termine era stata prevista fino al 2018 ma il governo ha limitato al 2017.





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DEFINITIVA. Schema di deliberazione di proroga dei rapporti a tempo determinato elaborato dal Segretario Generale del Comune di Ribera Dott. Leonardo Misuraca




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lunedì 26 dicembre 2016

Sindacati domani in protesta a Palermo per i precari



Domani, martedì 27 dicembre, i sindacati unitari più rappresentativi, con in testa l’USB di Barcellona Pozzo di Gotto, con il delegato nazionale Giovanni Savoca, accompagnato da PEPS (Prato), ALBA (Traina) e CUB (Bongiovanni), si recheranno alla Regione Sicilia per presentare degli emendamenti che riguardano l’abrogazione del fondo straordinario e il ruolo unico ad esaurimento. Il tutto a seguito della delibera della Corte dei Conti, la 131/2016 Gest, che ha chiaramente espresso gli effetti per gli Enti Locali Siciliani dell’abrogazione ad opera dell’art 30 della legge regionale del 28 gennaio 2014, numero 5, di ogni forma di contribuzione in favore del Personale Precario Pubblico e la contemporanea istituzione di un fondo straordinario per la salvaguardia degli equilibri di bilancio da ripartire a consuntivo. “Domani saremo a Palermo – dichiara Giovanni Savoca – per rivendicare i diritti di tutti i precari. La Regione Sicilia sta barando, lo fa dal 2004 con l’art 77 comma 2 della Legge Regionale 28 dicembre 2004 n 17, con cui ha preteso di disapplicare la Direttiva Europea n 70/ 1999 /CE senza nessuna deroga e/o controllo dello Stato Italiano. Permanendo nella formulazione dell’attuale ’art 30, così come deliberato dalla Corte dei conti, non è possibile dare corso alle proposte formulate dagli art 3 e 4 del DDL n 1278, questo per dimostrare ancora una volta che la Regione Siciliana non vuole affrontare seriamente con professionalità e competenza il problema del precariato pubblico siciliano”.

Fonte: http://sicilians.it/barcellona-sindacati-domani-protesta-palermo-la-questione-dei-precari-133536

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La Corte dei conti smaschera il Governo Crocetta. Ancora una volta la solita strenna natalizia della proroga illegittima camuffata di stabilizzazioni inesistenti.

Questo è uno  stralcio  della  Deliberazione  n. 131/2016 /GEST  della Corte dei conti in materia  di art  30  della Legge Regionale 28 gennaio 2014  n 5 per  provare  il  disimpegno  della  Regione Siciliana per  i dipendenti precari siciliani  degli  Enti  Locali  ed Istituzionali della Regione. Pertanto  permanendo  nella  formulazione  attuale l'art 30  non è  possibile  dare  corso  alle proposte  degli  artt  3 e 4  del ddl  n  1278. Questo  per  dimostrare  ancora  una  volta che  la Regione Siciliana  non  vuole  assolutamente  affrontare  con serietà  competenza e professionalità il fenomeno del precariato pubblico siciliano. D'altronde  per  gli  addetti ai lavori  questo comportamento  del Legislatore  regionale  è  assai  noto.

La  Corte dei conti  per la  Regione Siciliana  certifica  l'impossibilità  di dare  corso  alle proposte del Governo regionale di Alessandro Baccei degli  artt  3 e 4  del  ddl n 1278 permanendo  l'art 30 nella  formulazione  illegittima  vigente.

Gaetano Aiello.










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giovedì 15 dicembre 2016

Un intervento concreto di deroghe nazionali per affrontare e risolvere fenomeno del precariato pubblico siciliano in modo serio e definitivo




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