mercoledì 22 ottobre 2014

CGIL CISL UIL - MANIFESTAZIONE REGIONALE LAVORATORI CONTRATTISTI E A.S.U.

Carissimi,

Vi invio il volantino allegato per informarvi che giorno 29 ottobre c.m. Si svolgerà presso la prefettura di trapani dalle 10 alle 14 un sit-in che ha come obbiettivo l'inizio della vertenza, che ci vedrà impegnati nelle prossime settimane e che si concluderà quasi certamente con una Grande Manifestazione che si terrà a palermo.

Tutti noi siamo coinvolti in prima persona alla riuscita di questo evento che certamente darà un segnale chiaro in prima istanza ai rappresentanti del governo nazionale  che insistono nel territorio Trapanese e che faranno da tramite nei confronti del governo nazionale e regionale.

Vi prego di Non mancare e fare sentire la vostra presenza!!!! È un primo appuntamento importante da non perdere nell'interesse di tutti!
Non delegate a nessuno.

Marco Corrao


Fonte: Marco Corrao

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lunedì 20 ottobre 2014

Dott. Gaetano Aiello - Un appello al buonsenso per affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano.


Preg.me Amministrazioni pubbliche che da oltre 25 anni usufruite di dipendenti pubblici precari, personale a basso costo e con ingenti potenzialità professionali, per assolvere a compiti istituzionali e per nulla temporanei e/o eccezionali, ho pensato di scrivere questa Lettera aperta, per aprire un dibattito serio e non strumentale sul fenomeno del precariato pubblico siciliano e ricercare quelle soluzioni eccezionali che si addicono ad un fenomeno eccezionale di questo particolare momento storico di profonda crisi economica della nostra tanto cara Sicilia. Credo fermamente che dal confronto e dal dialogo istituzionale a tutti i livelli di Governo, possano scaturire quelle soluzioni che tengano conto, a trecentosessanta gradi di tutti gli interessi coinvolti in questa triste vicenda sociale, tutta siciliana, che ha segnato irrimediabilmente da più di cinquanta anni – se consideriamo tutte le Leggi che la Regione Siciliana ha fatto per la stabilizzazione del personale precario a partire dai primi anni sessanta - tutte le Pubbliche Amministrazioni e la nostra bellissima Regione.


Lettera aperta a difesa dei precari e degli amministratori degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana per la violazione della Legislazione comunitaria vigente in materia di lavoro a tempo determinato negli Stati membri dell’Unione Europea.

Gent.mo Sindaco/ Direttore Generale

come Lei ben sa, il numero dei dipendenti pubblici precari negli Enti Locali ed istituzionali della Regione Siciliana, nel suo Comune/Ente che Lei dirige ha raggiunto alti livelli di insostenibilità, rappresentando ad oggi una vera e propria piaga sociale.

La Sua Amministrazione, per limiti legati e imposti da normative di Legge, negli anni emanate dal Legislatore nazionale e regionale e in evidente difformità con la disciplina comunitaria che regolamenta il lavoro a tempo determinato negli Stati membri, rappresentata dalla Direttiva comunitaria n. 70/1999/CE del 28 giugno 1999 dell’Unione Europea, continua ad abusare dei contratti a termine, alimentando il fenomeno del precariato pubblico e i ricorsi alla Magistratura del lavoro da parte dei dipendenti precari siciliani.

Il nostro Paese è stato già oggetto nel 2010, dell’avvio da parte della Commissione europea della procedura di infrazione n. 2010/2124, culminata il 21 novembre 2013 con l’emanazione da parte della prefata Istituzione comunitaria di un parere motivato, a cui lo Stato italiano ha dovuto dar seguito e per la quale sarà inevitabile il ricorso da parte della stessa alla Corte di Giustizia per inadempimento.

Per il 26 novembre 2014 è attesa la storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Cause riunite C-22/13, C-61/13, C-62/13, C-63/13 e Causa C-418/13) che metterà in ginocchio la Legislazione italiana, esponendo le nostre Pubbliche Amministrazioni, gli Enti Locali ed Istituzionali e la stessa Regione Siciliana, a piogge di risarcimento danni e/o conversione dei contratti a termine per tutti coloro che abusati, si sono già rivolti e/o si rivolgeranno presto alla Magistratura del lavoro, magari alla prossima scadenza contrattuale senza rinnovo.

Nel procedimento pendente presso la Corte di Giustizia tutte le parti intervenute nell’udienza del 27 marzo scorso, dall’Avvocatura del libero foro, alla Commissione europea, all’Avvocato generale della Corte di Giustizia Marcej Szpunar hanno certificato l’incompatibilità della Legislazione italiana con la Direttiva comunitaria n.70/1999/CE; senza contare che anche il Tribunale di Napoli (Giudice P. Coppola) e la Corte Costituzionale avevano dubitato della compatibilità della normativa italiana con il diritto dell’Unione a tal punto da rimettere gli atti delle cause, in via incidentale, alla Corte di Giustizia.

Sono moltissimi i pronunciamenti positivi per i precari da parte di Tribunali, Corti d’Appello e Corte di Cassazione nella Relazione n. 190 del 24 ottobre 2012 del Massimario; pertanto esempi eclatanti sono le sentenze recentissime del Tribunale di Trani, della Corte d’Appello dell’Aquila e della Corte di Cassazione con la sentenza risarcitoria n. 26951 del 2 dicembre 2013.

Sono molte le cause che oggi vedono con costante giurisprudenza soccombere la Pubblica Amministrazione relativamente al riconoscimento degli scatti di anzianità al personale precario, in quanto vi è già una sentenza della Corte di Giustizia del 18 ottobre 2012 (Cause riunite da C 302/11 a C 305/11) che ha sancito il principio di “non discriminazione” anche sulla progressione di carriera.
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Pertanto Le chiedo un atto di rispetto dell’Istituzione comunitaria, dalla quale promana la disciplina del lavoro a tempo determinato nel pubblico impiego negli Stati membri dell’Unione Europea, nel rispetto così come fatto da tante altre Amministrazioni della nostra Regione e  quindi di avviare procedure di conciliazione che riconoscano la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a tempo determinato che hanno superato abbondantemente il limite legale di 36 mesi, che vadano a sanare l’attuale grave situazione, al fine di evitare che piogge di risarcimento danni producano danni erariali insanabili che sarebbero oggetto di rivalsa da parte della Corte dei Conti, in virtù dell’entrata in vigore nel nostro Ordinamento dal 2013 degli articoli 42 e 43 della Legge 24 dicembre 2012 n. 234.

Infatti, dall’entrata in vigore della Legge comunitaria per il 2013, è stato introdotto nell’Ordinamento il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti di Regioni e di altri Enti Pubblici responsabili di violazioni del diritto dell’Unione Europea.

L’attivazione di procedure di conciliazione in questa fase storica della nostra Regione, in cui sono previste assunzioni, consentirebbe:

1) la non attivazione di procedure concorsuali, con notevoli risparmi per la spesa pubblica, secondo il principio di invarianza dei saldi di finanza pubblica;

2) di evitare che l’Amministrazione paghi consistenti risarcimenti danni, a seguito dei probabili contenziosi che si aprirebbero alla scadenza dei contratti a tempo determinato senza eventuale proroga e/o rinnovo;

3) La risoluzione del fenomeno del precariato degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana;

Purtroppo la Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, all’articolo 30 ha sancito l’abrogazione della Legislazione regionale di finanziamento e sui dipendenti pubblici precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana non risolve e non potrà mai risolvere il problema del contenzioso giudiziario in essere e generatosi in questi anni.

Tale contenzioso, a seguito degli interventi che il Governo Renzi è stato costretto a mettere in campo, dopo gli ultimi interventi della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per i precari della Scuola avrà sicuramente un’impennata esponenziale, a solo danno delle Amministrazioni Pubbliche siciliane che da quasi 15 anni abusano costantemente dei propri dipendenti pubblici precari per coprire dei vuoti nelle proprie dotazioni organiche in maniera permanente ed effettiva, eludendo perciò la regola per il ricorso a forme flessibili di rapporti di lavoro ai sensi della Legislazione vigente in materia.

A tal proposito, La informo che la discussione sulle proposte di legge presentate in Assemblea Regionale Siciliana, non è ancora neanche entrata nel merito per l’assenza ingiustificata del Governo regionale, che continua malgrado tutto quello che sta per scoppiare a livello di contenzioso del lavoro per l’abuso reiterato nel tempo dei contratti a tempo determinato, prorogati e/o rinnovati, in contrasto con la Legislazione comunitaria vigente e che disciplina il lavoro a tempo determinato in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, Italia compresa.

Per questo motivo Le chiedo di intervenire prima che siano i Tribunali ad imporre quanto statuito dall’articolo 36 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e dall’articolo 5, comma 4 bis del Decreto Legislativo 6 settembre 2001 n. 368, che recepisce nell’Ordinamento la Direttiva n. 70/1999/CE del 28 giugno 1998, portando inevitabilmente l’Amministrazione e/o l’Ente al default o comunque ad una situazione di dissesto economico finanziario



Dott. Gaetano Aiello


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CISL MARSALA - Invito a visitare i locali dei SERVIZI SOCIALI di Sappusi e conversazione con gli impiegati del settore



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venerdì 17 ottobre 2014

CSA COMUNE TERMINI IMERESE - Comunicazione convocazione assemblea 24 10 2014 Avv. Sergio Galleano e Dott Gaetano Aiello



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giovedì 16 ottobre 2014

Finalmente ci siamo





TARANTIAMO. NEWS

 Finalmente ci siamo
Anche lo zoccolo duro del Tribunale di Taranto ha sentito gli effetti dirompenti della prossima sentenza della Corte di giustizia in tema di contratti a termine nel Pubblico impiego.
Anche il Tribunale di Taranto ha sospeso le cause in attesa della sentenza del 26 novembre.
Due precari infermieri con cause in via di decisione l'8 e 15 ottobre hanno visto rinviare le proprie cause. Questo è un precedente straordinario nel nostro territorio dove fino ad oggi nessun giudice ha riconosciuto il risarcimento del danno e/o la conversione del contratto per illegittima apposizione dei contratti a termine. Ora non possono che adeguarsi.
Si precisa che in caso di esito positivo della vertenza in Corte di giustizia, così come esplicitato dalla Consulta giuridica della CGIL nazionale e dall'avvocato Vincenzo De Michele, la possibilità che un Giudice non si adegui è pari a zero, a meno che non voglia incorrere in cause civili con responsabilità "indiretta" da parte dei precari.

Ecco i primi effetti del "solo" annuncio della data della sentenza della Corte di giustizia

Dott.  Pierpaolo Volpe, Infermiere forense

 Fonte: http://tpress-emma.blogspot.it/2014/10/precari-il-tribunale-di-taranto-attende.html

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martedì 14 ottobre 2014

#SVEGLIATEVI, SABATO 18 MANIFESTAZIONE REGIONALE CISL

Sarà il Jobs day. A Palermo il mondo del lavoro arriverà da tutta la Sicilia per dare la sveglia a politica e governo regionali. Perché “la vera priorità è il lavoro che non c’è” e l’Isola affonda nella crisi economica, sociale e amministrativa

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Saranno 18 testimoni viventi della crisi che in Sicilia non accenna a diminuire, ad alternarsi, sabato 18 a partire dalle 10, sul palco che la Cisl allestirà davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, a Palermo. Nel capoluogo dell’Isola, a piazza Indipendenza, confluiranno da tutta la Sicilia migliaia di persone per la manifestazione dal tema #Svegliatevi, come recita l’hashtag rivolto dalla Cisl a governo e politica regionali. “Perché in Sicilia “la vera priorità è il lavoro che manca”, scrive la Cisl. La regione affonda in una crisi che è insieme economica, sociale e amministrativa, con un tasso di disoccupazione che tra i giovani di 15-24 anni supera persino il 60%. Ma politica e governo sono sordi alla sofferenza sociale”. “Presidente Crocetta – scrive il sindacato guidato da Maurizio Bernava – sveglia. Il suo governo è senza idee, priorità e strategie, di fronte alla crisi”.
Per la Cisl, sabato 18 sarà il “Jobs day”: il giorno nel quale in cento piazze in Italia tra cui appunto Palermo per la Sicilia, il mondo del lavoro farà sentire la propria voce: per l’occupazione che non c’è. Per politiche straordinarie che attraggano concretamente investimenti e ne aiutino la realizzazione. Per strategie di risanamento e riduzione degli sprechi. Ma anche per un taglio-choc delle tasse, generali e locali. Perché siano cancellate tutte le forme di precarietà, soprattutto giovanile. E, in Sicilia, anche contro una classe politica e dirigente che fin qui ha interpretato il proprio ruolo, in larga parte, come intermediazione per la gestione di affari e non come servizio alla comunità per il bene comune. (ug)

2014-10-14  11:27:07


Fonte:

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domenica 12 ottobre 2014

Stabilizzazione precari: la Corte di Giustizia europea si pronuncerà il prossimo 26 novembre 2014

Stabilizzazione precari: la Corte di Giustizia europea si pronuncerà il prossimo 26 novembre 2014

È fissata alle 9.30 del 26 novembre 2014 l’udienza pubblica nel corso della quale la Corte di Giustizia dell’Unione Europea pronuncerà la propria sentenza definitiva sulla legittimità dei contratti a termine reiterati oltre i 36 mesi nella scuola pubblica del nostro Paese. Dopo l’udienza di discussione che si è tenuta a Lussemburgo lo scorso 27 marzo - nel corso della quale la FLC CGIL è intervenuta a sostegno delle ragioni dei lavoratori precari - finalmente è stata fissata la data in cui si saprà l’esito conclusivo di questa vertenza.

L’aspettativa per questa sentenza è molto forte, visto l’alto numero di precari della scuola (ma anche di tutto il pubblico impiego) interessati all’esito di questa vertenza che - se positivo - potrebbe comportare la stabilizzazione di migliaia di lavoratori precari. Che questo possa essere l’esito sembra ormai sempre più probabile alla luce del parere già espresso a favore dei lavoratori precari da parte dell’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia e da parte della Commissione Europea che ha attivato anche una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano avendo ravvisato l’incoerenza della normativa italiana rispetto a quella europea.

Che per lo Stato italiano si vada prefigurando una eclatante sconfitta ne è consapevole perfino il Governo Renzi che non a caso nel programma “La Buona Scuola” prevede a partire da settembre 2015 l’assunzione di circa 150.000 docenti precari. Un piano straordinario di assunzioni che, come affermato esplicitamente nello stesso documento “La buona scuola”, si rende necessario proprio per far fronte alle conseguenze della annunciata sentenza della Corte di Giustizia.

Tale risultato è stato fortemente voluto dalla FLC CGIL tanto da aver avviato numerosissime vertenze su tutto il territorio nazionale contro l’abuso dei contratti a tempo determinato nei confronti dei lavoratori precari. Ora attendiamo la sentenza della Corte europea con l’auspicio che questa possa finalmente dare una risposta conclusiva alle aspettative di tanti lavoratori sfruttati per anni e anni dalle pubbliche amministrazioni.

Fonte: flcgil.it

 Fonte:http://colleghiasu.altervista.org/notizie-precariato/765-stabilizzazione-precari-la-corte-di-giustizia-europea-si-pronuncera-il-prossimo-26-novembre-2014

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sabato 11 ottobre 2014

DOTT. GAETANO AIELLO - COMUNICATO SABATO 11 OTTOBRE 2014

I dipendenti pubblici precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana devono sapere cosa potrebbe succedere entro dicembre se ancora si continua a perdere tempo ad affrontare con cognizione di causa il fenomeno del precariato pubblico in Sicilia. 
Una prima conseguenza potrebbe essere il non rinnovo dei contratti precari da parte degli Enti già a dicembre di quest'anno. 
Altra conseguenza la non stabilizzazione dei contratti precari entro il termine ultimo del 31 dicembre 2016 per gli Enti che hanno adottato la proroga finalizzata. In questo caso la illegittimità della proroga dei contratti precari potrebbe essere fonte di danno erariale per l'Ente stesso mentre il dipendente pubblico precario potrebbe fare valere in giudizio un ulteriore abuso da parte della Pubblica Amministrazione. 

Pertanto all'inizio del 2015 ci potremmo ritrovare in questa paradossale situazione. E ancora l'attesa sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in merito alla questione della legittimità dei contratti a tempo determinato stipulati dagli Enti Pubblici e dalla Pubblica Amministrazione sembra volgere a favore dei dipendenti pubblici precari. Pertanto la sottovalutazione di questa sentenza da parte di amministratori dirigenti e funzionari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana almeno nei confronti di dipendenti pubblici precari che sono in contenzioso è già fonte di danno erariale oltre ad altri danni al momento non effettivamente stimabili a vantaggio dei precari che hanno preventivamente presentato ricorso per l'abuso di contratti di lavoro flessibile a tempo determinato. 

Quindi nel caso in cui come già visto con le conclusioni dell'avvocato generale sarà riconosciuta l'illegittimità della legislazione italiana e di conseguenza di quella regionale gli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana dovranno giocoforza adoperarsi per riparare il danno da abuso di contratti a termine subito dai dipendenti pubblici precari. 

A questo si potrebbe aggiungere che i due ddl sul precariato pubblico degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana in discussione presso la V Commissione Lavoro dell'Ars (il n. 741 e il n. 742.) rappresentano un inizio diverso per affrontare con metodo e serietà il fenomeno del precariato pubblico siciliano. Il semplice fatto che i due ddl sul precariato trovino delle resistenze dovrebbe fare riflettere prima tutti gli amministratori degli Enti e di conseguenza anche i dipendenti pubblici precari. 
Non vedo in giro altre proposte in questo momento ne altre iniziative che abbiamo una visione generale del fenomeno del precariato pubblico siciliano. 

Non prendiamoci in giro ancora una volta. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. ..dipendenti pubblici precari asu in servizio presso gli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana bisogna chiedere con forza e con la presenza costante una soluzione seria per almeno affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano. 
Cari amici ho sempre fatto di tutto per fare capire che non è più possibile continuare con le solite promesse e proroghe all'infinito ma ho sempre avuto paradossalmente il limite precario dei precari. Oggi cambiare approccio almeno da parte di tutti voi vuol dire affrontare per la prima volta nella storia anche in Sicilia il fenomeno del precariato pubblico siciliano

Gaetano Aiello

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venerdì 10 ottobre 2014

La sentenza della Corte di Giustizia Europea sarà la mossa decisiva per le assunzioni?

La sentenza della Corte di Giustizia Europea sarà la mossa decisiva per le assunzioni?

La sentenza della Corte Europea di Giustizia in merito alla legittimità dei contratti a termine della scuola sarà emessa a Lussemburgo entro le prossime settimane, ma ormai appare evidente quale sarà la decisione finale dell'UE. Si tratta di una decisione storica, qualcuno l'ha definita come una 'sconfitta dello Stato' anche se, obiettivamente, non si possono addossare le colpe ad un governo, quello presieduto da Matteo Renzi, in carica da poco più di sei mesi e che si è ritrovato fra le mani la 'patata bollente' che già scottava da diversi anni.
Del resto, le avvisaglie che qualcosa stesse per cambiare sul serio si erano già avute lo scorso 3 settembre in occasione della pubblicazione del dossier 'La Buona Scuola': chi ha letto attentamente la parte riguardante il mega piano da 150.000 assunzioni, avrà notato come ilMiur ammetta le responsabilità del datore di lavoro pubblico nei confronti del precariato. Altra 'coincidenza': il Ministero dell'Istruzione, lo scorso 19 luglio, annunciò il piano di assunzione in ruolo per 32.500 docenti e personale Ata per l'anno scolastico 2014/2015, proprio all'indomani del giudizio negativo della Corte Europea. Per la serie, due indizi fanno una prova.

Eppure il precariato mostra ancora molto scetticismo nei confronti di queste promesse del governo: un atteggiamento che non è certo da biasimare per tutte le angherie fin qui subìte ma, a conti fatti, mai come ora sia giusto credere in una concreta attuazione delle promesse, proprio alla luce delle notizie che arrivano dall'Ue. La sentenza è attesa per il mese di ottobre o, al più tardi, entro novembre e potrebbe rappresentare davvero una svolta storica: in caso di riconoscimento di 'colpevolezza', lo Stato italiano dovrà adoperarsi affinchè si ripari al danno subìto dal precariato.

La sentenza riguarderà tutti i precari e non solo coloro che hanno già avviato un procedimento di ricorso: tra l'altro la decisione della Corte Europea non riguarderà solo i docenti e il comparto scuola ma in generale tutti i precari della pubblica amministrazione. E sono in totale circa 200.000.

 Fonte: http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/09/scuola-assunzione-precari-e-sentenza-ue-ultime-news-governo-renzi-con-le-mani-legate-00131783.html

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mercoledì 8 ottobre 2014

STABILIZZAZIONE PRECARI, IL 31 DICEMBRE È ALLE PORTE E MOLTI COMUNI SONO INADEMPIENTI.

USR Cisl Sicilia2014-10-03 16:51:18

STABILIZZAZIONE PRECARI, IL 31 DICEMBRE È ALLE PORTE E MOLTI COMUNI SONO INADEMPIENTI.
CISL FP: “IL COMUNE DI MESSINA SI ATTARDA A DEFINIRE LA PROPOSTA FINALE”. SPIRAGLI DI PROGRESSIONI IN CARRIERA ANCHE PER IL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO

Notizie Il 31 dicembre è alle porte e le Amministrazioni Comunali si attardano ad approvare i piani triennali del fabbisogno del personale necessari per l’attivazione delle procedure di stabilizzazione dei precari. L’allarme è della Cisl Funzione Pubblico che ha diffidato tutti i Comuni della provincia di Messina inadempienti affinché provvedano alla convocazione delle Organizzazioni Sindacali e quindi alla definizione degli atti necessari per mettere in sicurezza i lavoratori precari almeno sino al 31 dicembre 2016.
“Parliamo principalmente del Comune di Messina – afferma Calogero Emanuele, segretario generale della Cisl FP Messina – dal quale aspettiamo naturalmente la proposta ultima che il direttore generale si è impegnato a fornire prima del prossimo incontro, ad oggi non ancora convocato. Non vorremmo – prosegue Emanuele - che come al solito si arrivi all'incontro senza avere nulla in mano per fare le necessarie valutazioni”.
La Cisl FP è convinta che la stabilizzazione sia correlata alle risorse disponibili, “ma proprio per questo – continua Emanuele - pensiamo che ogni decisione vada assunta al tavolo di confronto, anche rispetto al numero di ore settimanali da contrattualizzare. Malgrado i reiterati ritardi, siamo ancora fiduciosi di poter salvare questa platea di lavoratori assieme ai 32 per i quali riteniamo si possano seguire percorsi di finanziamento con fondi previsti da specifiche disposizioni di legge come dichiarato dallo stesso direttore generale”.
Per la Cisl bisogna lavorare da subito alla definizione dei percorsi previsti dal Decreto D’Alia che contiene le procedure e le indicazioni necessarie per la stabilizzazione dei precari per tutte le categorie: con concorsi interni a chiamata diretta per A e B e con concorsi esterni riservati al personale precario per C e D, definendo criteri e punteggi da attribuire per le professionalità acquisite nell’Ente cui risultano in servizio.
“Dall’altro lato – spiega il segretario provinciale della Cisl Fp - bisogna avere il quadro chiaro delle risorse che con il Decreto Renzi consentono di poter essere accumulate dal 2011 e sino al 2016 e finalizzate alla stabilizzazione dei precari, visto che da una chiara lettura comparata del Decreto d’Alia e del Decreto Renzi si aprirebbero spiragli per concorsi interni riservati anche al personale a tempo indeterminato”.
Il sindacato ribadisce la necessità di fare chiarezza e velocizzare le decisioni, in particolare modo negli Enti dove i vuoti di organico consentono la piena stabilizzazione dei precari. “Ma è chiaro – aggiunge Emanuele - che gli stessi Assessorati Regionali al Lavoro e alla Funzione Pubblica devono fare chiarezza anche sulla necessità di mantenere il contributo regionale,  come richiesto dalla Cisl, sino al riassorbimento totale con le quiescenze che interverranno nel tempo e comunque almeno nel decennio”.
È il caso del Comune di Messina dove, dei previsti 2200 posti di dotazione organica, solo 1550 unità a tempo indeterminato risultano in servizio: ciò significa che nel rispetto degli ultimi parametri del rapporto popolazione/dipendente, c’è la possibilità di stabilizzare i 296 precari, consentire le progressioni di carriera interna ed aprire spiragli anche per assunzioni esterne.
  Fonte: http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/10/03/43726/STABILIZZAZIONE-PRECARI-IL-31-DICEMBRE-ALLE-PORTE-E-MOLTI-COMUNI-SONO-INADEMPIENTI

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