mercoledì 23 aprile 2014

VIDEO - JOBS ACT, IL DISASTRO FUTURO



Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=bWHsd_hhe1I#t=117

 San Precario SAN PRECARIO

DIFFONDETE !

Il Jobs Act, o almeno, la prima parte di quella che vuole essere la riforma Renzi del mercato del lavoro (l’ennesima in pochi anni) è inaccettabile.
È inaccettabile perché trova la sua ratio politica nella stessa retorica che ha accompagnato ogni riforma del mercato del lavoro che è stata introdotta nel nostro ordinamento negli ultimi quindici anni e secondo cui con l’aumento della cosiddetta “flessibilità” si avrebbe come effetto un aumento dell’occupazione.
Ma non vi è alcun nesso causale tra l’aumento della flessibilità e l’aumento dell’occupazione. Se si osservano i dati sull’occupazione dal 2004 ad oggi vediamo che, al netto della crisi, la progressiva riduzione dei diritti dei lavoratori (ovvero la precarizzazione sfrenata) ha avuto come unica conseguenza la perdita di potere contrattuale con un’incidenza sul  reddito dei lavoratori a dir poco drammatica.
È inaccettabile perchè il D.L. n. 34/2014 è contrario alla normativa comunitaria (Direttiva 1999/70) in materia di contratti a tempo determinato.
Tale disciplina prevede che ciascuno degli Stati membri debba rispettare rigorosi principi di limitazione della temporaneità dei contratti e ribadisce la regola per cui il rapporto di lavoro è a tempo indeterminato, vietando inoltre agli ordinamenti nazionali di porre riforme peggiorative in materia (“clausola di non regresso”).
La nuova disciplina prevede la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato a-causali (ovvero senza giustificazione) della durata complessiva di 36 mesi, all’interno dei quali è altresì possibile effettuare fino a 8 proroghe per ciascun contratto (con l’aberrante effetto di poter stipulare fino a 288 proroghe in 36 mesi senza motivazione alcuna – qui trovate un breve video che ne illustra le rovinose conseguenze).
Allo stesso modo è illegittima la riforma nella parte in cui viene modificato il contratto di apprendistato: eliminando ogni obbligo da parte dell’azienda di effettuare l’attività di formazione ai lavoratori apprendisti viene meno la causa stessa del contratto.
È evidente che nessuno assumerà più lavoratori con contratti a tempo indeterminato, così come evidente che i lavoratori assunti con questi nuovi tipi di contratti si guarderanno bene dall’avanzare richieste e rivendicare diritti sapendo che in qualsiasi momento potrebbero essere lasciati a casa.
È inaccettabile perché in questo modo il diritto al lavoro perde definitivamente ogni valore e con esso buona parte dei principi costituzionali che reggono il nostro ordinamento, dal momento in cui ogni accesso al lavoro avviene attraverso forme contrattuali che si fondano sul ricatto e lo sfruttamento della forza lavoro rispetto ai quali i lavoratori non avranno più alcuno strumento di difesa.
Per questi motivi, un gruppo di avvocati e giuristi, proprio in ragione dell’illegittimità delle norme contenute nel D.L. 34/2014, ha presentato un esposto alla Commissione Europea che invitiamo tutti a sottoscrivere. Lo trovate sul sito dei Giuristi Democraticianalogo esposto si trova anche sul sito dei Quaderni di San Precario.

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AGRIGENTO - Agrigento, assunzione precari e riduzione Imu: Marco Zambuto fa il miracolo

Agrigento, assunzione precari e riduzione Imu: Marco Zambuto fa il miracolo

Agrigento, assunzione precari e riduzione Imu: Marco Zambuto fa il miracolo


La Giunta comunale ha disposto il taglio di tutte le indennità per il periodo che va da maggio a dicembre del 2014, per ridurre l'Imu. Saranno invece 24 i precari siciliani che verranno assunti dal Comune di Agrigento
Agrigento, assunzione precari e riduzione Imu: Marco Zambuto fa il miracolo
Stabilizzazione precari e riduzione Imu. Due annosi problemi di cui spesso si è parlato ad Agrigento e per i quali il sindaco Marco Zambuto ha trovato la soluzione in piena campagna elettorale per le Elezioni europee, competizione a cui lo stesso primo cittadino è candidato tra le fila del Partito democratico
La Giunta Zambuto, infatti, ha disposto il taglio di tutte le indennità per il periodo che va da maggio a dicembre del 2014. I soldi "risparmiati", circa 169mila euro, verranno investiti in un bonus da 100 euro sull'Imu 2014 per i proprietari di "prima casa" di tutti gli immobili con rendita catastale fino a 400 euro (che verranno però sottoposti alla "Tassa sui servizi indivisibili" al 2,09 permille). Le "seconde case", invece, se le stesse verranno concesse in comodato d'uso ai figli, saranno soggette allo stesso tasso per la prima casa (Imu+Tasi al 2,09 permille). Per quelle che rimarranno di proprietà, quindi senza la cessione ai figli, verrà applicato l'11 permille (il massimo tasso disposto dal Comune).
Saranno, invece, 24 i precari (di categoria "A" e categoria "B") che verranno assunti dal Comune di Agrigento. Le assunzioni, possibili grazie alla legge regionale 5 del 28 gennaio 2014, verranno aperte a tutti i precari della Sicilia, e quindi non solo a quelli che sono al momento in servizio al Comune di Agrigento. Il personale verrà assunto a tempo indeterminato, ma con contratti da 24 ore settimanali. 


Potrebbe interessarti:http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/riduzione-imu-assunzione-precari-comune-agrigento-23-aprile-2014.html
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IL FATTO LAVORO E PRECARI - Pensioni, Ocse: “I precari italiani di oggi rischiano la povertà da anziani”

Nel mirino dell'organizzazione, il metodo contributivo e il mancato sviluppo del pilastro privato. Ma anche i salari, che si attestano al di sotto della media dei Paesi membri. E ancora, è giudicata "relativamente bassa" l'età di uscita dal mercato del lavoro. Il rapporto sottolinea il taglio dei costi attuato dalla riforma Fornero. I redditi medi potrebbero registrare un forte calo del tenore di vita

di  | 26 novembre 2013
Disoccupazione

Oggi precari, domani poveri. La previsione arriva dall’Ocse, secondo cui, in Italia, “l’adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema” per le generazioni future e “i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia”. Nel suo rapporto sulle pensioni, l’organizzazione di Parigi accusa ilmetodo contributivo e l’assenza di pensioni sociali, che attenuano “il rischio di povertà degli anziani”. Infine, si osserva nella relazione, “il pilastro pensionistico privato non è ancora ben sviluppato. In seguito all’introduzione del meccanismo d’iscrizione automatica ai piani pensionistici privati nel 2007, la loro copertura raggiungeva solo il 13,3% della popolazione in età lavorativa alla fine del 2010″. E se sulle pensioni l’Italia non viaggia bene, le cose non vanno meglio per quanto riguarda i salari. In media, nel nostro Paese, nel 2012 un lavoratore ha percepito 28.900 euro, pari a 38.100 dollari: una cifra che si attesta al di sotto dei 42.700 dollari medi dell’area Ocse. Impietoso, in particolare, il confronto con le retribuzioni svizzere (94.900 dollari) e norvegesi (91 mila dollari).
L’Ocse, poi, giudica “relativamente bassa” l’età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il mercato del lavoro in Italia: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne, contro una media Ocse rispettivamente di 64,2 e 63,1 anni. Si considerano bassi anche i tassi di partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori appartenenti alla fascia di età 55-64 (anche se sono migliorati passando dal 27,7 % al 40,4 % tra il 2000 e il 2012). Tuttavia, prosegue l’organizzazione, “l’aumento dell’età pensionabile non è sufficiente per garantire che le persone rimangano sul mercato del lavoro, soprattutto se esistono meccanismi che consentono ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro in anticipo”. Sono pertanto “essenziali” politiche per promuovere l’occupazione e l’occupabilità e per migliorare la capacità degli individui ad avere carriere più lunghe. 
Eppure, nonostante un giudizio complessivamente non positivo sul nostro sistema previdenziale, l’Ocse riconosce dei passi avanti fatti dall’Italia negli ultimi anni, almeno sotto il profilo dellasostenibilità finanziaria. “Con una spesa pubblica per pensioni di vecchiaia e superstiti pari a 15,4% del reddito nazionale (rispetto a una media Ocse del 7,8 %), l’Italia aveva nel 2009 ilsistema pensionistico più costoso di tutti i Paesi dell’Ocse”, nota il rapporto. Con la riforma voluta dal ministro Elsa Fornero nel 2011, però, secondo l’organizzazione “l’Italia ha realizzato un passo importante per garantire la sostenibilità finanziaria” del sistema delle pensioni. In particolare, la riforma avrebbe “stabilizzato la spesa sul medio periodo” (2010-2050). Non solo. Secondo i calcoli  dell’Ocse, l’esborso per le casse dello Stato scenderà al 14,5% nel 2015 e al 14,4% nel 2020. Ma nei decenni successivi tornerà a salire, oscillando tra il 15% e il 15,9 per cento.
“Alzare l’età pensionabile e promuovere le pensioni private sono tutti passi nella giusta direzione, ma da soli non sono sufficienti”, ha detto il segretario generale dell’Ocse Angel Gurría. “I governi devono considerare l’impatto a lungo termine sulla coesione sociale, la disuguaglianza e la povertà. Assicurare tutti hanno un tenore di vita dignitoso, dopo una vita di lavoro dovrebbe essere al centro delle politiche”. Coloro che hanno un reddito basso riceveranno in pensione circa il 70% dei loro guadagni nell’intera carriera. Ma chi rientra nella fascia di reddito media riceverà solo circa il 54% dei guadagni al momento del pensionamento, con il rischio di un forte calo del tenore di vita. Percettori di redditi alti riceveranno solo il 48% dei loro guadagni, ma sono meno vulnerabili a causa di maggiori risparmi personali e investimenti.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/26/pensioni-ocse-i-precari-di-oggi-rischiano-la-poverta-da-anziani/791093/

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martedì 22 aprile 2014

COMUNE DI CALTANISSETTA - Il precariato negli Enti Locali della Regione Siciliana e la stabilizzazione del rapporto di lavoro precario nella PA.


Le istituzioni incontrano i cittadini. Convegno sul fenomeno del
precariato pubblico degli Enti Locali in Sicilia.

Convegno 
del 28 Aprile 2014, alle 15.30 
a Caltanissetta

 


Il programma del convegno è il seguente:
 
1. Analisi dell’articolo 30 della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5;

2. Proposta di modifica e abrogazione dei commi 1, 6, 7, 8, 9 e 10 dell’articolo 30;
3. Proposte di modifica della Legge Regionale 29 dicembre 2010 n. 24;
4. Proposte legislative per il superamento del precariato pubblico degli Enti Locali;

5. Precariato e assorbimento personale esterno ATO e Partecipate;
6. Varie ed eventuali.

 
Presiede l’On. Antonio Venturino Presidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana


Relazionerà sugli argomenti dell' odg il Dott. Gaetano Aiello.



COMUNE DI SCIACCA - l precariato negli Enti Locali della Regione Siciliana e la stabilizzazione del rapporto di lavoro precario nella PA.

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CISL - RICHIESTA INCONTRO AI SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA



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domenica 20 aprile 2014

BUONA PASQUA ANCHE A CHI NON PIACCIONO LE UOVA

LA FREGATURA
Salvo i molti casi di puro merito, il sistema clientelare e corrotto, detto anche volgarmente "il sistema delle raccomandazioni" mafiose e non, che sguazzano e sguazzeranno sempre incontrastate in tutti i Comuni "che si rispettino" e che continueranno a permetterlo, umiliano e sfruttando il nostro stato di bisogno economico precario, rendendoci sempre più ogni giorno, schiavi di volta in volta, calpestando la nostra dignità caso per caso, oggi con gli straordinari elettorali e simili, domani con le integrazioni orarie, o ancora ad esempio con le briciole e a volte neanche quelle, dei proggettini progetti e mega-progetti creati ad arte con magari altisonanti forme di risparmio e razionalizzazione delle spese per la PA ma con puntualmente la fregatura della distribuzione dei fondi soltanto ai vertici amministrativi. 
  Tale sistema alimentato anche involontariamente dai precari stessi assume sempre più una forma perversa di schiavitù, facendo letteralmente "scavare la fossa" a chi invece eviterebbe volentieri di morire precario, facendoci astutamente ANNEBBIARE e inevitabilmente allontanare e perdere di vista le speranze verso il vero obbiettivo fondamentale e vitale che è la tanto trascurata quanto quindi inevitabilmente irraggiungibile Stabilizzazione, che ci renderebbe veramente finalmente più liberi.


Come precari dobbiamo chiederci se è meglio a prescindere sempre ovviamente dal casi di merito, l'"Uovo oggi": straordinari elettorali, le raccomandazioni, le integrazioni orarie, i progetti. O la "Gallina domani": la Stabilizzazione che ci renderebbe più indipendenti, meno ricattabili, dandoci il sacrosanto diritto di vivere più serenamente a noi ed ai nostri figli! 


Se 25.000 precari, esclusi ribadendo sempre i casi di merito, smettessero di cercare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE LE "UOVA" 
forse il precariato avrebbe le ore contate? 

Basta Precari! Buona Pasqua e pasquetta!



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venerdì 18 aprile 2014

COMUNE DI GODRANO (PA) - INCONTRO LAVORATORI ASU CON AVV. FEDERICO D'ELIA E IL DOTT. GAETANO AIELLO [video]



lavoratori ASU in servizio presso gli Enti Pubblici ricadenti nel territorio della Regione Siciliana incontrano lunedì 14 aprile alle ore 18.00 presso il Teatro Giuseppe Canino presso il Comune di Godrano (PA) l'Avv. Federico D'Elia dello Studio Legale Galleano per discutere sulle eventuali vertenze che riguardano il loro rapporto di utilizzazione con gli Enti.
All'incontro ha presieduto anche il Dott. Gaetano Aiello.








studio legale di Milano e Roma 
e con il Dott. Gaetano Aiello.



Correlate:

VERTENZE - Video assemblea Avv. Galleano a Mazara del Vallo 18 apr. 2013




Comunicato Basta precari - Incontro con Avv. Galleano a Villabate 19 apr. 2013





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giovedì 17 aprile 2014

COMUNE DI CASTELLANA SICULA - CONVEGNO: Le soluzioni possibili sulla risoluzione del precariato negli EE. LL. della Regione Siciliana.




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Proroga di tre anni per i precari

Ficarazzi.euprecari-2
 APRILE 17, 2014 AT 13:16 

I precari del Comune di Ficarazzi possono tirare un sospiro di sollievo. L’amministrazione comunale guidata dall’Avv. Paolo Martorana e l’assessore al Bilancio Tribuna Vincenzo hanno fatto quadrare i conti e la giunta oggi ha approvato la proroga dei contratti in essere per altri tre anni.
Un passo importante per la continuazione del lavoro di queste importanti figure lavorative e una porta aperta alla loro stabilizzazione in futuro.
Un ruolo importante per la stabilizzazione è svolto dalla Regione Siciliana ma il Comune di Ficarazzi, attento alle problematiche del lavoro, ha deciso per il rinnovo ed in attesa di una chiara normativa di legge che permetterà all’ente la stabilizzazione si avvarrà dei precari per offrire i servizi fin qui svolti.
La giunta comunale ha tracciato la strada a questi lavoratori che sono diventati importante figure professionali per il Comune.
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 Fonte: http://www.ficarazzi.eu/blog/proroga-di-tre-anni-per-i-precari.html

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lunedì 14 aprile 2014

Sei stato assunto successivamente al 31/12/2000? “Recupera 10 anni di trattenuta mensile del 2,5%”

Sei stato assunto successivamente al 31/12/2000? “Recupera 10 anni di trattenuta mensile del 2,5%”

MA NON FACCIAMOCI RAGGIRARE!
Perché qualcuno sta barando e viene adesso a contestare trattenute “illegittime” quando a suo tempo le ha promosse e sottoscritte.

 – lunedì, 06 maggio 2013
Infatti, la diminuzione del 2,5% di tutte le voci stipendiali per i dipendenti assunti successivamente alla data del 31-12-2000 di cui la Cisl sta pubblicizzando il recupero, è frutto di Accordo Quadro Nazionale che Cgil-Cisl-Uil hanno voluto e sottoscritto nel 1999 per permettere il passaggio al TFR e per dare avvio ai Fondi pensione che attualmente stanno promuovendo ! (Nel riquadro l'accordo quadro sindacale cui è seguito il DPCM 20-12-1999 i cui testi sono perfettamente sovrapponibili - vedi e confronta i testi in internet).
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ACCORDO QUADRO NAZIONALE
(29 luglio 1999)
in materia di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici

Art. 6. Effetti sulla retribuzione del passaggio al TFR
1. A decorrere dalla data di esercizio dell'opzione prevista dall'art. 59, comma 56, della legge n. 449/1997, ai dipendenti che transiteranno per effetto della medesima opzione dal pregresso regime di trattamento di fine servizio al regime del TFR, non si applica il contributo previdenziale obbligatorio nella misura del 2,5% della base retributiva previsto dall'art. 11 della legge n. 152/1968 e dall'art. 37 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032. La soppressione del contributo non determina effetti sulla retribuzione imponibile ai fini fiscali.
2. Per assicurare l'invarianza della retribuzione complessiva netta e di quella utile ai fini previdenziali secondo quanto previsto dall'art. 26, comma 19, della legge n. 448/1998 nei confronti dei lavoratori cui si applica il disposto del comma 1, la retribuzione lorda viene ridotta in misura pari all'ammontare del contributo soppresso e contestualmente viene stabilito un recupero in misura pari alla riduzione attraverso un corrispondente incremento figurativo ai fini previdenziali e dell'applicazione delle norme sul TFR, ad ogni fine contrattuale e agli effetti della determinazione della massa salariale per i contratti collettivi.
Firmato: ARAN con CGIL-CISL-UIL-Confsal-Confedir-Cida-Ugl-Cosmed

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E’ un accordo sindacale quindi che ha dato il via al DPCM 20 dicembre 1999 per l’applicazione della disciplina del TRF per gli assunti a partire dal 1/1/2001, permettendo al contempo l’indebita decurtazione sullo stipendio.

Chiarito questo, la materia del contendere attuale (vedi cronologia nel retro), trae origine dalla trattenuta del 2,5%, per i lavoratori passati dal regime TFS al TFR dal 1-1-2011 in virtù del DL 78/2010, trattenuta dichiarata illegittima dalla sentenza 223/2012 della Corte Costituzionale.
Successivamente il governo Monti (con legge di stabilità n. 228/1012), ha di fatto vanificato gli effetti della sentenza, facendo tornare i dipendenti assunti prima del 1-1-2001 in regime di TFS, evitando in questo modo di sborsare agli interessati 2 anni di arretrati e di privarsi della trattenuta mensile.

Il problema permane però per gli assunti a partire dal 1/1/2001 che, pur essendo in regime di TFR e quindi regolati dall’art. 2120 del Codice Civile che prevede la trattenuta esclusivamente a carico del datore di lavoro, mantengono l’illecito prelievo.

La questione, è stata infine riaperta, di recente, dalla  sentenza  del  Tribunale  di  Reggio  Emilia, depositata  il  5 marzo 2013 che,  riconosciuta  la disparità di trattamento tra dipendenti pubblici (che hanno la trattenuta del 2,5%) e i lavoratori privati (che non ce l'hanno), come pure l'illegittimità del ritorno al regime di TFS per i dipendenti assunti prima del 1/1/2001, nonché la disparità di trattamento  tra  dipendenti pubblici stessi tra chi è in TFS e chi è in TFR, ha rimesso alla Corte Costituzionale la problematica complessiva.

Giunti a questo punto del percorso, la Corte Costituzionale si deve pronunciare; nel frattempo diffidiamo l’amministrazione dal trattenere il 2,5% e chiediamo di restituire quanto finora prelevato indebitamente in quanto “decurtazione illegittima”.
                            
CRONOLOGIA DEGLI EVENTI
 vediamoci chiaro
In origine, per gli assunti fino al 31/12/2000, c’era il  TFS  (Trattamento di Fine Servizio). Per questi lavoratori, ai fini della liquidazione, c’è una trattenuta del  3,60% a carico del datore di lavoro e del 2,5% a carico del lavoratore (le percentuali sono riferite sull' 80% della retribuzione).

Successivamente si è passati al  TFR  (Trattamento di Fine Rapporto) per gli assunti successivamente al  1/1/2001, in virtù dell’accordo sindacale del 29/7/1999 (vedi riquadro sul retro).
In questo caso si fa riferimento al Codice Civile (art. 2120) che, ai fini della liquidazione, prevede una trattenuta del 6,91% delle voci stipendiali fisse esclusivamente a carico del datore di lavoro ma, per evitare differenze retributive con i dipendenti in TFS, le voci stipendiali sono diminuite del 2% (le percentuali sono riferite sul 100% della retribuzione).
Art.12, comma 10, DL n. 78/2010
Ha disposto che dal 1° gennaio 2011, l'anzianità contributiva di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, sia regolamentata dall'art. 2120 del Codice Civile; quindi tutti in regime di TFR, salvaguardando però le vecchie regole per quanto maturato fino al 31/12/2010 (per chi era in TFS).

Corte Costituzionale - sentenza n° 223 dell’ 11 ottobre 2012
Dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 12, comma 10, del DL 78/2010, nella parte in cui non esclude l’applicazione a carico del dipendente pubblico della rivalsa del 2,5% da parte dell’amministrazione.
Con questa sentenza il datore di lavoro sarebbe stato obbligato a sospendere la trattenuta del 2,5% e restituire quanto trattenuto dal 1/1/2011.

Legge di stabilità - art. 1, comma 98, L. 228/2012
Il Governo Monti, per evitare appunto di restituire 2 anni di arretrati e sospendere la trattenuta del 2,5%, corre ai ripari, abroga l'art. 12, comma 10, DL 78/2010. Quindi, i dipendenti transitati nel TFR dal 1-1-2011, ritornano e mantengono le prerogative del TFS come se per loro non ci fosse mai stato il passaggio al TFR.

Tribunale di Reggio Emilia – sentenza depositata il 5/3/2013
Il Tribunale, rimette alla Corte Costituzionale il chiarimento complessivo della materia in quanto, ravvisa:
-  disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e privati (i primi hanno la trattenuta del 2,5% i secondi no);
-  l'illegittimità del ritorno al regime di TFS per i dipendenti assunti prima del 1/1/2001 che a norma del d.lgs. 165/2001, sono disciplinati dal codice civile e quindi soggetti alle stesse regole del privato (TFR).
-  Disparità di trattamento tra gli stessi dipendenti pubblici, tra quelli assunti prima del 2001 (TFS) e quelli assunti dal 2001 (TFR).
CHE FARE ?

Alla luce degli eventi, USB, ha già intrapreso dei ricorsi legali pilota e, in attesa anche della pronuncia della Corte Costituzionale sugli atti trasmessi dal Tribunale di Reggio Emilia, promuove la diffida a scopo propedeutico nei confronti dell’amministrazione, da parte degli assunti a partire dal 1/1/2001 (le stiamo già raccogliendo).
USB ritiene pertanto non conveniente per i lavoratori avviare in questo momento ulteriori vertenze legali impegnando fin da adesso una cospicua percentuale (5-10%?) sull’eventuale recupero economico futuro che scatterebbe in caso di esito positivo.
Si tenga conto inoltre che, cosa non secondaria, a fronte di una eventuale pronuncia favorevole della Corte Costituzionale, gli Enti dovranno comunque liquidare d’ufficio l’indebita trattenuta, a tutti i lavoratori, sia a chi ha promosso la vertenza che a chi non l’ha fatta e ciò senza essere costretti a pagare balzelli, tangenti, tickets vari al sindacato o al legale di turno!

CHI HA ORECCHIE DA INTENDERE INTENDA!
USB Pubblico Impiego Veneto


fonte:  http://veneto.usb.it/index.php?id=85&tx_ttnews[tt_news]=57319&cHash=838d33103b&MP=73-321

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